Pistacchio di Bronte

Il Frutto
Il pistacchio verde di Bronte potrebbe a buon titolo ricoprire la carica di emblema della città: la sua longevità e resistenza, la sua forza di voler sopravvivere a tutte le avversità, addirittura a fruttificare malgrado sia abbarbicato su aride rocce laviche, rispecchiano alla lunga molte caratteristiche del popolo brontese.

Un popolo che non teme il lavoro e la fatica, che ha sempre lottato per portare a casa il necessario.
Dominato e sottomesso per secoli da vassallaggi fuori tempo ed avversità storiche incredibili contro i quali ha sempre lottato tenacemente.

Un popolo che sul pistacchio ha costruito ricchezza, cultura e le proprie tradizioni ma anche l'abitudine del rispetto e della salvaguardia per il territorio nel quale vive.

I frutti del pistacchio di Bronte [l'oro verde], riuniti in grappoli, sono costituiti da drupe allungate, leggermente compresse delle dimensioni di un'oliva, di un colore che, nelle fasi dell'allegagione è di colore rosso e a maturazione varia dal verde-rossastro al bianco-roseo e al giallo-crema.
Ha un mallo sottile, che si sgretola facilmente, l'endocarpo allungato ed un seme unico, aromatico, di colore verde chiaro che - unico - mantiene fino a maturazione, (i produttori lo definiscono "rosso rubino fuori, verde smeraldo dentro").
Estremamente gradevole il sapore del frutto allo stato fresco.
Il pistacchio brontese presenta caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono rispetto al pistacchio coltivato in altre aree siciliane (Caltanissetta o Agrigento) o estere (Medio Oriente, Grecia o California e Argentina).
Rappresenta un frutto di alto pregio, molto apprezzato e richiesto nei mercati europei e giapponesi per le dimensioni e l'intensa caratteristica colorazione verde.

Un frutto pregiato e ricco..
Il Pistacchio verde di Bronte è una pianta ricca non solo di sostanze ad alto valore nutritivo, ma anche di numerosi principi attivi utilizzati in campo medico.
L'attività antiradicalica delle sue sostanze è sfruttata in molte patologie quali le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi, alcuni tipi di demenza inclusa la malattia di Alzheimer e per migliorare la qualità della vita durante l'invecchiamento e in corso di malattie croniche.
Ricco di proteine e di grassi, il seme di pistacchio, fra la frutta secca, garantisce il maggior apporto calorico: per ogni 100 grammi 683 calorie, a fronte delle 649 della noce, le 603 della mandorla, le 598 dell'arachide o le 655 della nocciola.
Contiene mediamente più del 20% di proteine, il 50/60% di olio (ad altissimo contenuto in acidi oleici: 68% di oleico, 17/19% di linoleico, 12% di palmitico), poi zuccheri, in particolare glucosio, vitamine, in particolare il precursore della vitamina E, e sali minerali.
E' particolarmente ricco di ferro (100 gr. ne contengono 7,3 mg come mezzo chilo di manzo!), calcio, fosforo, potassio e di zinco, fondamentale per la fertilità maschile. Buono anche l'apporto di magnesio che contribuisce al buonumore.
L'olio estratto dal frutto, trova applicazione in cosmetica e dermatologia per le sua alte doti emollienti e ammorbidenti. Il ß-sitosterolo contenuto in elevata percentuale nell'olio di pistacchio (94,87%), presenta anche interessanti proprietà farmacologiche che lo hanno reso meritevole di applicazione nella farmacopea.
Si tratta, infatti, di un principio inibitore dell'assorbimento del colesterolo alimentare, probabilmente a causa della sua somiglianza strutturale con il colesterolo stesso del quale è in grado di inibire gli enzimi di trasporto.

Una difesa di ferro per il sistema nervoso..
Il pistacchio, come tutta la frutta secca, favorisce l'abbassamento dei livelli di colesterolo, riducendo il rischio di arterosclerosi e cardiopatie. Lo sostengono diversi studi, e lo conferma Enza Mazzaglia, docente di Scienze dell'alimentazione all'Istituto alberghiero di Catania, che aggiunge: «Il pistacchio, in particolare, contiene vitamina A ed è ricco di ferro e fosforo, elementi che lo rendono molto indicato come tonico e ricostituente del sistema nervoso».
«È stata l'Università di Catania - precisa l'esperta - a studiare le proprietà del pistacchio, arrivando alla conclusione che la presenza di biofenoli, acido gallico ed ellaginico, proantocianidine, resveratrolo, isoflavoni e tocoferoli gli conferiscono notevoli capacità di potenziamento delle difese dell'organismo nei confronti dei radicali liberi, che possono contribuire all'insorgenza di gravi patologie di carattere cardiovascolare e neurovegetative».
In occasione dell'ultima edizione della sagra del pistacchio a Bronte, l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via, ha sottolineato l'importanza di queste ricerche. «C'è una ragione in più - ha detto - per sostenere la produzione del pistacchio. Non solo in quanto elemento di identificazione del territorio, ma anche per le sue numerose proprietà salutistiche». [Leonardo Lodato]
(tratto da Terra, periodico edito dall’Assessorato agricoltura e foreste della Regione siciliana, n. 3/4 di settembre/dicembre 2007)