
Nubia è una piccola frazione del comune di Paceco, posta alle pendici del Monte Erice, di fronte alle isole Egadi, costeggiata dal mare e dalle saline, ove esiste la Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco, gestita dal WWF. All'interno della Riserva si è accolti da uno scenario unico, dagli aspetti incantevoli, quasi come si fosse entrati in un mondo fatato, ove in certe ore del giorno si riesce a cogliere profumi e sfondi esclusivi, ancora non contaminati dal progresso. I nubioti, un tempo, prevalentemente popolo di contadini, si dedicavano in folto numero alla coltivazione dell'aglio rosso di Nubia, da cui Nubia ha acquisito la denominazione dialettale di "u paisi di l'agghi", cioè il paese dell'aglio.
Nell'ultimo decennio, a causa di molteplici fattori (contaminazione da altri tipi di aglio, esodo dell'agricoltura, etc.), il tradizionale bulbo dell'aglio rosso di Nubia rischiava di perdersi. Alcuni produttori, avendo fatto propria la filosofia Slow Food e sensibili al rispetto e conservazione dei prodotti tipici della zona, hanno ormai da anni ripreso la coltivazione del tradizionale bulbo, riuscendo ad ottenere, grazie al terreno, la posizione pedoclimatica e non ultime le pratiche colturali manuali, svolte con passione, poichè, solo quest'ultima può compensare l'enorme fatica, necessaria per la loro esecuzione, un prodotto dall'aroma unico, dato dall'altissimo contenuto di allicina, sostanza che dà il sapore all'aglio.
L'area di produzione comprende il comune di Paceco, parte dei comuni di Trapani, Erice Buseto Palizzolo, Valderice e di Marsala. Viene coltivato in asciutto, in terreni scuri e prevalentemente argillosi, in rotazione con melone, leguminose e grano duro. Si semina dalla seconda decade di dicembre alla fine di gennaio, ma in annate particolarmente piovose la semina può potrarsi anche fino alla fine di febbraio. La raccolta va effettuata la mattina presto o la sera, quando il calore del giorno non compromette l'integrità delle foglie secche, necessarie per la successiva opera di intrecciatura dei bulbi.
L'aglio rosso di Nubia ha un bulbo composto mediamente da dodice bulbilli, le tuniche esterne bianche e quelle interne ricoprenti i bulbilli di colore rosso vivo. Le trecce secondo la tradizione venivano confezionate in trecce da 100 teste (bulbi), oggi a causa delle mutate esigenze di mercato, si fanno trecce da 10-20-50, (secondo le richieste). A secondo del diametro del bulbo la treccia (trizza) si chiama cucchia grossa (da 50 mm ed oltre), corrente (40 mm), cucchicedda (30 mm) e mazzuneddu (20-25 mm). Durante il corso del 2008, dall'inventiva dell'associazione dei produttori del presidio è nata una nuova confezione a forma di canestrino composta da 4 bulbi (teste). Gli stessi produttori hanno formato l'Associazione Pro.V.A.N. (associazione Produttori per la Valorizzazione dell'Aglio rosso di Nubia) aderendo al nuovo progetto dei presidi Slow Food ed inoltre hanno realizzato un sito web: www.agliorossodinubia-produttori.it
A Tavola
La caratteristica particolare di questo prodotto, è di avere un contenuto elevato di allicina, la stostanza che dà sapore ed odore all'aglio.
Da uno studio recente, compiuto dalla Facoltà di Agraria di Palermo, si è dimostrato scientificamente che il contenuto in questa sostanza a confronto con le altre cultivars è nettamente superiore circa 73 mg/g di aglio.
Nella cucina trapanese è l'igrediente cardine di alcune preparazioni tipiche più importanti. In primo luogo la pasta col pesto alla trapanese (a base di aglio pestato, basilico, mandorle, pomodoro, olio extravergine, sale e pepe), piatto povero che, in dialetto, si chiama appunto "pasta cu l'agghia", cioè pasta con l'aglio. E quindi il celebre cuscus di pesce, tradizionale della cucina trapanese, di origine araba.